Cosenza, il “mistero” delle bici finite ad assessori e dipendenti

Redazione Altro Corriere14 novembre 20173min21330
Costate oltre 9mila euro, erano state acquistate dalla giunta comunale guidata da Eva Catizone. In commissione arriva l’elenco di chi ne sarebbe oggi in possesso: da qualche esponente dell’amministrazione Occhiuto al dirigente Bartucci





COSENZA Sarebbero due a questo punto i tesori da cercare a Cosenza. Il primo è quello di Alarico, il secondo, un po’ meno consistente del sacco di Roma del re visigoto, è stimabile in 9mila 100 euro ed è individuabile in 30 biciclette 23 a pedalata normale 7 a pedalata assistita. Le bici acquistate nel 2005 dalla giunta guidata da Eva Catizone, oggi nello staff di Mario Occhiuto, in un primo momento furono affidate al gestore del parcheggio sotterraneo di piazza Mancini; poi messe in funzione per qualche periodo, assicurano i consiglieri, infine consegnate a dipendenti comunali e assessori che ancora non le hanno restituite. L’argomento viene riesumato dalla commissione controllo e garanzia, non è la prima volta a dire il vero, che sul tavolo porta i reperti ingialliti su carta e cerca di capire chi sia attualmente il proprietario di queste biciclette. Un foglio A4 fotocopiato, dal valore legale nullo, contiene l’elenco degli attuali proprietari. È la risposta a chi nel 2015 provò a interessarsi del caso chiedendone conto all’ufficio del patrimonio. La domanda, a questo punto, visto il tempo è come mai non sia stato redatto un documento di assegnazione ufficiale e della consegna delle bici rimanga soltanto una fotocopia. Sulla presenza o meno della documentazione nei prossimi giorni la commissione, presieduta da Giovanni Cipparrone, farà i suoi controlli ma nel frattempo è utile notare come sull’elenco dei “proprietari” compaiano impiegati e anche qualche assessore comparsa come Martina Hauser, che secondo una nota dall’ufficio mobilità avrebbe consegnato le bici 4 mesi dopo l’accettazione delle sue dimissioni; l’assessore Rosaria Succurro e l’assessore Luciano Vigna al quale risulta essere rubata e anche l’ex assessore Davide Bruno attualmente consigliere comunale nella parte di fantasma dell’opera viste le scarsissime presenze sia in consiglio che nelle riunioni di commissione. Il resto delle bici viene diviso, sempre considerando il documento datato 2015 e ad oggi unico elenco dal quale partire, tra vigili urbani, dipendenti e dirigenti come Arturo Bartucci che porta a casa una coppia di bici o l’ex segretario del sindaco Giuseppe Cirò. Alcune sono a palazzo dei Bruzi, una è in bella mostra nel salone di rappresentanza, qualcuna rubata. E nel frattempo, aspettando che si trovi il bottino, la faccenda passa ora alla commissione trasporti che dovrebbe anche provvedere a valutare lo stato delle due ruote e restituirle ai legittimi proprietari: i cittadini.

Michele Presta
redazione@corrierecal.it

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