Sacal, chiuse le indagini per 22 persone. C’è anche Mascaro

Redazione Altro Corriere12 febbraio 20184min3080
Contestati i reati di peculato e falso. L'ex sindaco di Lamezia deve rispondere di abuso d'ufficio in concorso con il già presidente Colosimo. Avrebbero violato la delibera che stabiliva i criteri per la nomina di un rappresentante del Comune nel cda


(Paolo Mascaro)

LAMEZIA TERME Chiuse le indagini per 22 persone nell’ambito dell’inchiesta “Eumenidi”, che ad aprile 2017 portò agli arresti i vertici della Sacal, società che gestisce l’aeroporto di Lamezia Terme. Le accuse, vario titolo, per i 22 indagati – si apprende nella chiusura indagini vergata dal procuratore capo di Lamezia Terme Salvatore Curcio e dai sostituti Marta Agostini e Giulia Maria Scavello – sono di peculato, abuso d’ufficio, diverse ipotesi di concussione e falso. Ai nomi noti si aggiunge quello di Paolo Mascaro, ex sindaco di Lamezia Terme, comune sciolto per infiltrazione mafiosa a novembre scorso.
L’accusa nei confronti di Mascaro è di abuso d’ufficio in concorso con Massimo Colosimo, ex presidente Sacal, l’imprenditore Floriano Noto, Pierluigi Mancuso, ex direttore generale, ed Emanuele Ionà, ex componete del cda della Sacal, perché «in concorso morale e materiale fra di loro, nelle rispettive qualità di pubblici ufficiali ed incaricati di pubblico servizio» violavano la delibera 104 del 27 luglio 2015 secondo la quale all’articolo 2 il consiglio comunale fissava i criteri per la nomina del rappresentate del comune in seno ad altri enti tra i quali la Sacal «ed omettevano di astenersi in presenza di un proprio interesse». Secondo l’accusa gli indagati si sarebbero accordati affinché Paolo Mascaro indicasse Emanuele Ionà «suo amico personale di vecchia data», quale rappresentante del Comune nel cda della società aeroportuale, pur non possedendo questi i requisiti previsti dalla delibera 104, all’articolo 2. Lo scopo sarebbe stato quello di pilotare il voto di Ionà per confermare, tra le altre cose, Mancuso quale dg della Sacal. In particolare Noto e Colosimo facevano pressioni perché si accelerasse la nomina di Ionà.

PIÙ STUPIDI SONO… In una intercettazione effettuata dai militari della Guardia di finanza di Lamezia Terme a giugno 2015 Colosimo e Noto parlano proprio della nomina di Emanuele Ionà.
Colosimo: …e gli altri nominano a coso di nuovo, a Ionà, che per certi versi… per noi è meglio
Noto: Eh sì lui è compare di coso, di Mascaro
Colosimo: Eh sì per noi va bene, che più stupidi sono…
Noto: Sì ma poi alla fine è una persona che si mette a disposizione con noi… l’altro invece è pericoloso (si riferiscono ad Arena, all’epoca componente del cda per conto del Comune).

GLI INDAGATI Sono 22 gli indagati nel procedimento Eumenidi: Massimo Colosimo; Massimo Colosimo 52 anni di Catanzaro; Ester Michienzi 46 anni di Catanzaro; Pierluigi Mancuso 61 anni di Catanzaro; Sabrina Mileto 47 anni di Pizzo; Angela Astorino 59 anni di San Pietro a Maida; Luigi Silipo 64 anni di Catanzaro; Giuseppe Gatto 57 anni di Catanzaro; Floriano Noto 59 anni di Catanzaro; Giuseppe Vincenzo Mancuso 44 anni di Lamezia Terme; Vincenzo Bruno 58 anni di Vallefiorita; Giuseppe Mancini 65 anni di Catanzaro; Floriano Siniscalco 47 anni di Girifalco; Emanuele Ionà 39 anni di Lamezia Terme; Francesco Buffone 50 anni di Lamezia Terme; Bruno Vincenzo Scalzo 49 anni di Conflenti; Gianpaolo Bevilacqua 49 anni di Lamezia Terme; Marcello Mendicino 54 anni di Falerna; Roberto Mignucci 62 anni di Roma; Pasquale Clericò 67 anni di Montepaone; Ferdinando Saracco 52 anni di Catanzaro; Pasquale Torquato, 59 anni di San Mango D’Aquino; Paolo Mascaro, 55 anni, di Lamezia Terme.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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